Main Sponsor stagione 2009/10

logo dello sponsor ddaddario.it

Partners tecnici stagione 2009/2010

logo dello sponsor schoffel

logo dello sponsor atomic

Working with

pnottiagency.com

Sponsor stagione 2009/2010

logo dello sponsor ZeroRh+

logo dello sponsor Tecnoil SpA

logo dello sponsor TLux Srl

logo dello sponsor ToyWatch

logo dello sponsor Merotto

logo dello sponsor VS

 

Discipline di insegnamento della scuola di sci

In questa sezione del sito troverete la descrizione sommaria coadiuvata da immagini esplicative di tutte le discipline di insegnamento che la Scuola offre.

Per ogni dispiplina la Scuola mette a disposizione dei propri ospiti la professionalità di maestri appositamente specializzati. Mediante la navigazione del sito vi sarà talvolta possibile individuare il vostro livello tecnico relativamente alla specialità praticata.

Telemark Cortina

Benvenuti nel mondo del tallone libero

Inginocchiamoci e vedremo le piste da una nuova prospettiva.

TECNICA TELEMARK Il Telemark, conosciuto oggi anche con il nome di "sciata a tallone libero", è la più antica tecnica di adattamento alle varie situazioni di nevi e pendii. Si pensi che gli storici datano gli albori dell'utilizzo di attrezzi simili agli sci a prima dell'invenzione della ruota. Un'iscrizione rupestre ritrovata in una grotta presso l'isola norvegese di Rodoy datata 3000 a.c. e degli "sci preistorici" rinvenuti in una torbiera di Hoting (Svezia) di 500 anni "più giovani" ne sono la prova.
Originariamente pratica rivolta alle necessità di locomozione dell'uomo dei paesi nordici (per questo il tallone è mobile, permette in tal modo il camminare scivolando su "tavole" larghe, più simili agli sci "da discesa" che a quelli "da fondo" al fine di galleggiare sulla neve fresca) oggi è una rinnovata modalità di espressione per gli amanti delle discese innevate.
Dopo una lunga assenza dal circo bianco, in favore del più moderno sci "parallelo", fece la sua riapparizione ufficiale nell'arco alpino nel 1983 all'Interski della Val Pusteria. Qui, rivisitata l'attrezzatura e perfezionata la tecnica, si presenta un nuovo Telemark, stravolgendo il concetto attuale di sci. Di sicuro Morten Aass introdusse ben prima di allora in Italia la tecnica del tallone libero. A conclusione di questo breve escursus storico si ricorda ancora che questa tecnica prende il nome dall'omonima regione norvegese dalla quale si è diffuso in epoca moderna.

Tecnica
Nella progressione italiana vi sono due tecniche complementari ed alternative per affrontare i pendii con il Telemark. Tale approccio è detto "a doppio binario" dove i 2 modi interpretativi non sono in rapporto gerarchico tra loro. Entrambi presentano il caratteristico continuo ed alterno avanzamento del piede esterno alla curva rispetto l'interno lungo il piano longitudinale (direzione avanti-dietro). In particolare le due tecniche sono la moderna Questa tecnica è quella che più si avvicina allo sci moderno. Infatti, a somiglianza di questo, il busto è costantemente verticale rispetto al pendio, similmente all'angolazione dello sci parallelo, sono gli arti inferiori a conferire la presa di spigolo necessaria ad eseguire i cambi di direzione i quali possono così essere più rapidi rispetto alla tradizionale. Questa caratteristica è definita “assetto frontale variabile”. Non è esclusa una leggera inclinazione del busto in avanti, a compensazione delle velocità d’avanzamento che possono essere elevate. Questo si traduce in un accettato contenuto sovraccarico dello sci avanzato. Nella tecnica moderna è previsto il solo utilizzo dei bastoncini, di solito un poco più corti di quanto non lo sarebbero nella tecnica dello sci alpino. e la tradizionaleFortemente espressiva ed elegante, la sua caratteristica peculiare è l’”assetto frontale costante” (di prospetto il telemarker presenta sempre piedi-bacino-testa allineati su di un’unica retta, visto frontalmente lo sciatore pare come un pendolo che rimbalza da destra a sinistra e viceversa). Questo permette il corretto equo carico su entrambi gli appoggi dal quale deriva la fluidità distintiva del telemark. La "posizione squadrata" (gli angoli tra gli assi delle articolazioni inferiori e del busto, nella posizione inginocchiata, sono idealmente di 90°). Il busto rimane perpendicolare agli sci e quindi alla linea di massima pendenza. I movimenti del livello evoluto di questa tecnica sono graduali e ben distribuiti su tutto l'arco della curva. In questa tecnica di grande effetto è l'utilizzo dell'Alpenstock, lungo bastone utilizzato nell’antichità come lancia per la caccia ai grossi animali e ora sfruttato come elemento “di perno" per la curva.. Queste si differenziano per alcune peculiarità ma entrambe consentono di raggiungere una spiccata eleganza dei movimenti, efficacia nei gesti tecnici e precisione nelle traiettorie di curva a velocità elevate.

2nd tlmk freetrainingday, Faloria 2009E' poi indiscusso il valore socializzante del telemark: i praticanti, neofiti o navigati che siano, costituiscono una sorta di comunità internazionale non formalizzata per cui non c'è telemarker che, incontrandone un altro, non abbia il piacere di dispensare evidenti saluti, scambiare qualche chiacchiera o sciare in compagnia.

 

LIVELLI F.I.S.I 2009/2010 (dal testo "Telemark 2000")

FASEE ESPLORATIVA

- conoscere l'ambiente.
- conoscere l'attrezzatura.
- introduzione di giochi e movimenti rudimentali con gli sci ai piedi.

LIVELLO BASE

- movimenti rudimentali.
- utilizzo dell'Alpenstock.
- sviluppo degli equilibri principali.
- gestione rudimentale della posizione.

LIVELLO INTERMEDIO

- movimenti sempre più affinati e sinergici con le forze fisiche.
- utilizzo dei bastoncini coordinazione con i movimenti di
appoggio
- innalzamento e avanzamento del centro di massa.
- capacità di gestire pendii vari e mossi.
- gestione rudimentale della posizione.

LIVELLO EVOLUTO

- movimenti fluidi.
- utilizzo dell'Alpenstok e dei bastoncini.
- ottima capacità coordinativa.
- capacità di gestire pendii con neve battuta con"assetto frontale costante".
- conduzione degli sci.
- diversificazione degli archi di curva .
- capacità di gestire situazioni di off pist. 

FREE RIDE DELLA TECNICA TRADIZIONALE

- movimenti fluidi e ottima capacità coordinativa.
- utilizzo dell'Alpenstock e dei bastoncini.
- capacità di affrontare pendii di neve polverosa.
- utilizzo della "tecnica in assorbimento".