Telemark: Benvenuti nel mondo del tallone libero

E’ sempre più apprezzata la riscoperta tecnica madre dello sci alpino la quale, con le moderne attrezzature, ha raggiunto livelli di espressione che nulla hanno da invidiare alle altre tecniche di discesa. Versatile ed armoniosa è possibile avvicinarvisi naturalmente mediante lezioni private oppure, su richiesta ed esigenze collettive, attraverso lezioni di gruppo con tariffe da concordare.

Un pò di storia del Telemark

Inginocchiamoci e vedremo le piste da una nuova prospettiva.
Il Telemark, conosciuto oggi anche con il nome di “sciata a tallone libero”, è la più antica tecnica di adattamento alle varie situazioni di nevi e pendii. Si pensi che gli storici datano gli albori dell’utilizzo di attrezzi simili agli sci a prima dell’invenzione della ruota.

iscrizione rupestre

Un’iscrizione rupestre ritrovata in una grotta presso l’isola norvegese di Rodoy datata 3000 a.c. raffigurante un ominide con delle tavole curve ai piedi e una lancia in mano e degli “sci preistorici” rinvenuti in una torbiera di Hoting (Svezia) di 500 anni “più giovani” ne sono la prova.

Originariamente pratica rivolta alle necessità di locomozione dell’uomo dei paesi nordici (per questo il tallone è mobile, permette in tal modo il camminare scivolando su “tavole” larghe, più simili agli sci “da discesa” che a quelli “da fondo”, al fine di galleggiare sulla neve fresca) oggi è una rinnovata modalità di espressione per gli amanti delle discese innevate.

locomozioneDopo una lunga assenza dal circo bianco, in favore del più moderno sci “parallelo”, fece la sua riapparizione ufficiale nell’arco alpino nel 1983 all’Interski della Val Pusteria. Qui, rivisitata l’attrezzatura e perfezionata la tecnica, si presenta un nuovo Telemark , stravolgendo il concetto attuale di sci. Di sicuro Morten Aass introdusse ben prima di allora in Italia la tecnica del tallone libero.
A conclusione di questo breve escursus storico si ricorda ancora che questa tecnica prende il nome dall’omonima regione norvegese dalla quale si è diffuso in epoca moderna.

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La Tecnica

disciplina3-01bigNella progressione italiana vi sono due tecniche complementari ed alternative per affrontare i pendii con il Telemark. Tale approccio è detto “a doppio binario” dove i 2 modi interpretativi non sono in rapporto gerarchico tra loro.
Entrambi presentano il caratteristico continuo ed alterno avanzamento del piede esterno alla curva rispetto quello interno lungo il piano longitudinale (direzione avanti-dietro).
In particolare le due tecniche sono la moderna e la tradizionale.
Queste si differenziano per alcune peculiarità ma entrambe consentono di raggiungere una spiccata eleganza dei movimenti, efficacia nei gesti tecnici e precisione nelle traiettorie di curva a velocità elevate.
E’ poi indiscusso il valore socializzante del telemark: i praticanti, neofiti o navigati che siano, costituiscono una sorta di comunità internazionale non formalizzata per cui non c’è telemarker che, incontrandone un altro, non abbia il piacere di dispensare evidenti saluti, scambiare qualche chiacchiera o sciare in compagnia…e se capita pure di “far festa”.

LIVELLI F.I.S.I. 2009/2010
(dal testo ‘Telemark 2000′)

FASE ESPLORATIVA

  • conoscere l’ambiente
  • conoscere l’attrezzatura
  • introduzione di giochi e movimenti rudimentali con gli sci ai piedi

LIVELLO BASE

  • movimenti rudimentali
  • utilizzo dell’Alpenstock
  • sviluppo degli equilibri principali
  • gestione rudimentale della posizione

LIVELLO INTERMEDIO

  • movimenti sempre più affinati e sinergici con le forze fisiche
  • utilizzo dei bastoncini coordinazione con i movimenti di appoggio
  • innalzamento e avanzamento del centro di massa
  • capacità di gestire pendii vari e mossi
  • gestione rudimentale della posizione

LIVELLO EVOLUTO

  • movimenti fluidi
  • utilizzo dell’Alpenstok e dei bastoncini
  • ottima capacità coordinativa
  • capacità di gestire pendii con neve battuta con”assetto frontale costante
  • conduzione degli sci
  • diversificazione degli archi di curva
  • capacità di gestire situazioni di off pist

FREE RIDE DELLA TECNICA TRADIZIONALE

  • movimenti fluidi e ottima capacità coordinativa
  • utilizzo dell’Alpenstock e dei bastoncini
  • capacità di affrontare pendii di neve polverosa
  • utilizzo della “tecnica in assorbimento”

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